CISL. Confronto con il Governo sulla manovra di bilancio 2022

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Si è svolto ieri, 26 ottobre 2021, a Palazzo Chigi l’incontro tra CISL, CGIL e Uil e il Presidente del Consiglio dei Ministri Draghi, affiancato dai Ministri dell’Economia e Finanze Franco, dal Ministro del Lavoro Orlando e da quello della Funzione Pubblica Brunetta, allo scopo di presentare alle parti sociali i contenuti della prossima manovra di bilancio.

L’incontro è stato introdotto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze che dopo aver dato un quadro sull’attuale congiuntura economica ha riassunto per sommi capi i principali interventi previsti nell’ipotesi di bilancio che sarà presumibilmente approvata dal Consiglio dei Ministri di giovedì prossimo.
Le coordinate della manovra, nel confermare i contenuti della NADEF rispetto ai saldi complessivi, si attesterà su un valore di circa 25 miliardi prevedendo interventi distribuiti sui vari capitoli rispetto ai quali non è stato ancora consegnato alcun supporto documentale.


Sono state presentate, sommariamente, dal Governo, alcune linee di intervento.  In particolare sarebbero previsti 8 mld/€ per oneri connessi alla riforma fiscale, 4 mld/€ per gli ammortizzatori sociali, 600 mil/€ per la previdenza con una previsione di crescita delle risorse nel triennio che porterà la spesa a complessivi 1,5 mld/€ e 3 mld/€ a favore del sistema delle piccole e medie imprese.  Nell’ambito del confronto, il Ministro della Funzione pubblica ha confermato l’impegno assunto nel patto per l’innovazione della PA per lo stanziamento delle risorse necessarie a dare piena esecutività al rinnovo dei contratti pubblici, compreso quello dell’Istruzione e ricerca.


Fra le misure oggetto della legge in esame e frutto delle sollecitazioni sindacali di questi mesi, trova riscontro la proroga dell’opzione donna e dell’Ape sociale per un anno con il relativo allargamento delle categorie dei lavoratori gravosi e l’implementazione di 2 mld/€ del fondo sanitario nazionale. La nostra Organizzazione si è espressa criticando il metodo del confronto che avrebbe dovuto essere maggiormente strutturato e, soprattutto permanente, allo scopo di conseguire scelte coraggiose utili ad accompagnare il Paese sul sentiero della crescita.  

Così come prospettata, per la Cisl la manovra presenta dei profondi squilibri e delle insufficienze proprio a causa dello scarso dialogo sociale che l’ha preceduta.

Per l’Organizzazione la spinta del bilancio dovrebbe insistere maggiormente sui fattori di sviluppo utili alla ripartenza occupazionale, produttiva e sociale del Paese, attraverso linee di intervento nel campo degli investimenti per aumentare qualità e quantità dell’occupazione e ridurre le diseguaglianze sociali e territoriali. In particolare abbiamo posto l’accento su alcuni aspetti a nostro avviso irrinunciabili affinché il provvedimento di legge possa assumere quelle caratteristiche espansive utili alla ripresa economica.

In specifico sugli ammortizzatori sociali e politiche attive abbiamo sollecitato il Governo a sostegno del finanziamento di ammortizzatori universali, mutualistici, assicurativi, inclusivi, ben collegati a una nuova architettura di politiche attive utili a generare nuova e qualificata occupazione.  

Su pubblica amministrazione, istruzione e ricerca la Cisl ha chiesto certezze per le assunzioni e le stabilizzazioni in coerenza con i patti sottoscritti, investendo sull’innovazione e sulla rivisitazione degli ordinamenti professionali.

Sul sociale, abbiamo detto al Governo che per la Cisl non è più procrastinabile l’atteso intervento sulla non autosufficienza che dovrà trovare adeguato finanziamento nel bilancio in discussione.

Particolare rilievo assumono le politiche fiscali, rispetto alle quali abbiamo ribadito la necessità di insistere sulla riduzione del cuneo fiscale e del contenimento tributario a sostegno dei pensionati.~In particolare la riforma fiscale dovrebbe essere realizzata sul solco dell’equità, della progressività e della lotta all’evasione ed elusione, aspetti che per la Cisl rappresentano una condizione irrinunciabile per la~ripresa dei consumi e dare una spinta forte sulla produttività, all’occupazione e allo sviluppo del Paese. La manovra accennata, prevede invece una parziale destinazione delle risorse all’abbattimento dell’IRAP che giudichiamo in questa fase dispersivo e inopportuno. In merito ai provvedimenti connessi al contrasto dell’evasione il Governo ha invece precisato di non avvertire l’esigenza di ulteriori provvedimenti legislativi ritenendo l’impianto della finanziaria già sufficiente allo scopo.  La Cisl, invece, ha ribadito l’esigenza di connettere in rete anagrafe finanziaria e anagrafe tributaria anche superando alcune obiezioni connesse alle normative vigenti in materia di privacy.

In materia previdenziale abbiamo ribadito la nostra posizione sull’esigenza di recuperare margini di flessibilità nell’accesso alla pensione confermando la contrarietà della CISL ad un eventuale ritorno alle regole della legge Fornero, rilanciando i contenuti della piattaforma unitaria e insistendo sulla necessità di trovare fin dalla presente legge di bilancio le condizioni per dare risposte positive a giovani, donne, lavoratori gravosi, fragili e al lavoro di cura.In particolare è stato evidenziato al Governo come le pensioni rappresentino un pezzo fondamentale del nostro Stato Sociale la cui sostenibilità rappresenta un insostituibile fattore di coesione e abbiamo evidenziato l’esigenza di dare immediato riscontro alla rivalutazione delle pensioni in essere e di allargamento della platea dei percettori della mensilità aggiuntiva.

Per la Cisl, solo promuovendo, attraverso le leve del bilancio un nuovo patto intergenerazionale da realizzare con un ciclo positivo di investimenti e un nuovo sistema pensionistico che stimoli~il turnover e immetta nuove energie nel tessuto produttivo, rilanciando coesione e produttività, si potrà far fare al Paese quel salto di qualità atteso da tempo.

Purtroppo, la manovra presentataci dal Governo è ben lontana dal poter dare risposte alle proposte da noi avanzate e risulta altamente insoddisfacente rispetto alle attese del Paese ed in particolare dei lavoratori e dei pensionati.

Per questo, in attesa di un esame del testo, preannunciamo che, qualora non dovessimo riscontrare una profonda rivisitazione delle scelte in via di adozione, decideremo unitariamente fin dai prossimi giorni una fase di mobilitazione a sostegno delle nostre proposte e rivendicazioni.

Luigi Sbarra  

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