Rinnovo CCNL. Convocate dall’ARaN le OO.SS. il 17 maggio 2022 per l’avvio del negoziato: partenza in salita, alla luce del Disegno di legge su università e ricerca e dell’Atto di indirizzo. Il Comunicato della Segreteria Nazionale FIR CISL.

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COMUNICATO FIR CISL AL PERSONALE DEL SETTORE RICERCA

In questi giorni il MUR ha convocato le OO.SS per discutere il testo recante “Disposizioni in materia di attività di ricerca e di reclutamento dei ricercatori nelle università e negli enti pubblici di ricerca”, già approvato alla Camera e prossimamente in discussione al Senato.

Da una facile lettura del testo trapela chiaramente, un rinnovato attacco al Settore della Ricerca ed una pesante penalizzazione del personale Ricercatore/Tecnologo.

L’impostazione del legislatore rispetto a tale tematica risulta ancora più grave se letta congiuntamente all’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto, diffuso in questi giorni e che riportiamo in allegato, che rinnega quanto condiviso nel corso di questi ultimi mesi tra OO.SS. e Mur, e che sembrava fosse stato recepito in una prima bozza di atto di indirizzo prodotta dallo stesso Ministero

Sia il disegno di legge che l’atto di indirizzo, infatti, non affrontano la problematica della valorizzazione del personale se non in termini restrittivi e penalizzanti soprattutto per il personale Ricercatore/Tecnologo, prevedendo addirittura percorsi di performance che invece sembravano essere superati anche per il personale tecnico amministrativo nelle precedenti discussioni.

Consideriamo inaccettabile ogni tentativo di omologazione che miri a mortificare le peculiarità professionali e organizzative nonché l’autonomia del Settore Ricerca!

Per quanto riguarda il testo sulle “Disposizioni in materia di attività di ricerca e di reclutamento dei ricercatori nelle università e negli enti pubblici di ricerca”, abbiamo espresso pesanti critiche a partire dalle nuove previsioni in merito all’Assegno di Ricerca, che dovrebbe essere sostituito, nell’ottica del legislatore, da un non ben definito “contratto della ricerca “. Viene introdotto, inoltre, l’obbligo del dottorato per poter fruire dell’assegno, obbligo attualmente non previsto. Tale previsione risulta non in linea con le peculiarità del nostro settore (ricordiamo che al dottorato viene equiparata, come requisito di accesso ai profili professionali di ricercatore e tecnologo, l’attività di ricerca svolta nel triennio) nonché penalizzante per il personale degli EPR. Peraltro nel testo non si fa menzione alla gestione degli attuali assegni di ricerca che potrebbero ancora essere rinnovati e che sono stati assegnati senza la previsione del dottorato.

Altrettanto criticabile la revisione dell’attuale art. 12 bis del decreto legislativo 218/ 2016 che in molti enti ha permesso di reclutare personale precario e che ora viene rivisto nell’ottica di consentire ai TD Ricercatori/Tecnologi di essere assunti a tempo indeterminato dopo tre anni di attività e di poter poi accedere al II livello dopo soli ulteriori tre anni di attività a tempo indeterminato.

Davvero sconvolgente pensare di poter prevedere una corsia preferenziale di accesso al secondo livello con soli tre anni di anzianità a scapito dei colleghi Ricercatori/Tecnologi che aspettano da decenni una meritata progressione professionale.

Su questo punto il MUR ha dichiarato di non poter accettare le nostre proposte, per una soppressione graduale del III Livello ma ha semplicemente ovviato al problema affermando che inviterà gli Enti ad un’applicazione “straordinaria” dell’art.15: “in un modo che possa soddisfare il maggior numero del personale interessato”.

La proposta, senza che sia prevista una normativa “ope legis” che possa bilanciare tale anomalia, ci lascia quantomeno perplessi.

Le progressioni hanno da sempre stentato a partire: prima a causa del lungo blocco dell’art. 15 (CCNL 2002 -2005) frutto di sentenze sfavorevoli, ed attualmente scarsamente applicato per la assoluta mancanza di specifici fondi da destinare agli Enti di Ricerca non MUR e all’esiguo finanziamento previsto in legge di stabilità (solo 40 ml di euro) da dividere tra gli Enti vigilati dal MUR.

Inoltre, la previsione dell’art. 6 del testo che consente agli EPR di prevedere nei propri piani di fabbisogno la possibilità di assumere a chiamata diretta i Ricercatori universitari TD, costituisce un vero e proprio tentativo di colonizzazione dei nostri Enti.

Tanto basta per aver fatto già partire una richiesta di incontro urgente alla Ministra che, a questo punto presumiamo non arriverà, in quanto le OOSS sono state convocate dall’ARAN il prossimo 17 maggio.

Nei prossimi giorni si terrà un intersindacale per una valutazione comune anche al fine di porre in essere le adeguate e necessarie iniziative per la Difesa del Personale e degli Enti Pubblici di Ricerca delle quali vi daremo tempestiva informazione.

In allegato il testo dell’Atto di indirizzo

Roma, 12 maggio 2022

La Segreteria Nazionale

FIRCISL. “Gli Enti di Ricerca nel Decreto Aiuti bis” – nota della Segreteria Nazionale FIRCISL

Allegati e link esterni