Referendum 8 e il 9 di Giugno

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Care tutte e cari tutti,

come sapete l’8 e il 9 di giugno saremo chiamati, come cittadini, a esprimerci su 5 quesiti referendari. 4 di questi riguardano il lavoro e ci vedono quindi, come organizzazione sindacale, chiamati in causa.

Su questi ci sentiamo sollecitati ad esprimere e chiarire il nostro parere.

Lontana da qualsiasi dogmatismo, la nostra posizione nasce da considerazioni di politica sindacale che riteniamo utile e opportuno condividere.

La prima, più generale, riguarda proprio la natura dello strumento referendario e le modalità previste per una sua corretta applicazione nel nostro ordinamento e che prevedono anche il raggiungimento del quorum.

Il quorum garantisce che la decisione referendaria rifletta una volontà popolare significativa, evitando abrogazioni da parte di minoranze attive, per questo si parla di astensionismo consapevole.

Per salvaguardare l’equilibrio tra democrazia diretta e rappresentativa, assicurare stabilità normativa e incentivare il dibattito pubblico, promuovendo partecipazione e consapevolezza civica.

La seconda considerazione nasce dall’utilizzo dello strumento referendario per materie che invece necessiterebbero di un dibattito profondo e costruttivo per il raggiungimento di quella consapevolezza necessaria per poter esprimere un proprio personale giudizio sulle norme soggetto dei quesiti.

Riteniamo, infatti, che le materie trattate dai 4 quesiti referendari siano più che meritevoli di discussione e revisione, ma che sia proprio lo strumento scelto, il referendum, a non consentire il raggiungimento di un risultato efficace e coerente con il rimanente quadro normativo. Il timore è che, a fronte del raggiungimento del quorum, il prevalere dei SI, ci lasci con una normativa monca ed inefficace, mentre nel caso vincessero i NO questo darebbe adito al legislatore di non modificare l’attuale normativa, sicuramente non adeguata.

Purtroppo la strumentalizzazione politica che si sta facendo riguardo a materie che richiederebbero ben altra considerazione, non aiuta.

Ci auguriamo sia possibile in futuro poter ricondurre nelle sedi opportune tali discussioni, di poter partecipare come organizzazione sindacale a definire meglio le normative attualmente vigenti.

Rivendichiamo il nostro ruolo e il nostro diritto al dialogo e alla contrattazione.

La Segreteria nazionale

Roma, 6 giugno 2025

Allegati e link esterni

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